I Salmi delle domeniche quaresimali, nel commento di Donatella Mottin
La preghiera dovrebbe diventare essenziale per la nostra vita. Ogni tempo di quaresima, a cominciare dal mercoledì delle Ceneri, torna a ricordarci questa necessità. Nel tempo storico che stiamo vivendo, la preghiera è importante per il mondo intero, per cercare di immettere umanità nuova nelle situazioni più diverse e drammatiche. Per questo, nei commenti della quaresima di quest’anno, ci soffermiamo su alcune righe dei salmi che reciteremo nelle cinque domeniche. Possono diventare – secondo le scelte di ciascuna/o – il tentativo di ritmare le giornate della settimana affidandosi a Dio.
Prima domenica, Salmo 90
Resta con noi Signore nell’ora della prova. Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio in cui confido
Il Salmo 90 è generalmente attribuito a Mosè, probabilmente in un momento difficile lungo la strada del deserto, quando la tentazione era quella di “fare a modo proprio” senza mettere il domani nelle mani di Dio. Quante volte, per chi è credente, si chiede a Dio di restarci accanto, perché non sappiamo cosa fare, perché la sofferenza è troppa da sopportare o anche solo perché chi ci vive intorno propone altre cose su cui basare la vita e ci sentiamo soli.
Credere vuol dire riconoscere che il Dio in cui confidiamo è anche la nostra fortezza, il nostro rifugio: lo “spazio-luogo” in cui riposare, in cui sentirci davvero al sicuro, non perché ciò che ci tenta o ci fa soffrire sparisca all’improvviso, ma perché proprio in quel momento lui ci starà accanto, abbracciando con amore noi e la nostra storia e potremo ripartire.
Seconda domenica, Salmo 26
Spera nel Signore, sii forte, si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore
Nel Giubileo 2025 il tema principale è quello della speranza. È un’occasione per riflettere sulle cose che speriamo, che attendiamo o vorremmo accadessero. Magari per renderci conto che nessuna di queste speranze è davvero una speranza che non delude. “Sii forte…” ci dice il salmo di oggi, ma non nel senso di indurimento, quanto piuttosto nel lasciar andare le inquietudini che riempiono il nostro cuore, per scoprire che in un cuore libero abita la nostra umanità più vera, con tutta la sua fragilità ma anche con il desiderio di renderlo più saldo. “Rinsaldate il vostro cuore”; saldarlo, ancorarlo al nostro Signore perché solo in lui è possibile porre la vera speranza senza esserne mai delusi.
Terza domenica – Salmo 102
Benedici il Signore anima mia; quanto è in me benedica il suo santo nome… non dimenticarti i suoi benefici
Troppo spesso ammantata di tristezza, la quaresima non è solo tempo di pentimento ma occasione per cogliere quanto di bello c’è nella nostra vita, e quanto ogni giorno dovremmo essere grati.
Il Salmo 102 ci riconosce un potere grande: poter dire-bene del Signore, far sì che la nostra anima, il nostro cuore e “tutto il nostro corpo con quanto è in esso” possa benedire – dire bene – il nostro Dio.
Distolti da tutte le notizie e gli avvenimenti pesanti e tristi che ci sono realmente nel mondo che viviamo, rischiamo di non vedere tutto quello che di buono c’è nella nostra vita.
Come non dimenticare tutti i benefici che Dio ha fatto per noi? Esercitandoci ogni giorno (bastano pochi minuti) a riconoscere la bellezza che sempre la vita ci offre e che Dio ci dona.
Quarta domenica, Salmo 33
Gustate e vedete com’è buono il Signore… Ho cercato il Signore e mi ha risposto e da ogni paura mi ha liberato
Cercare Dio, rivolgersi a lui, mettere davanti al suo sguardo tutta la nostra vita, le nostre inquietudini, le nostre ansie e le nostre paure. A volte sembra di percepire una risposta, altre – quasi sempre – la sensazione è quella di rivolgersi al vuoto che abbiamo intorno, ma se umiltà, perseveranza e fiducia abitano quotidianamente le nostre giornate, proprio in esse troviamo una calma inattesa che si infiltra nei nostri sentimenti burrascosi. Se riusciamo, pur tra mille incombenze, a ritagliare un po’ di tempo per leggere anche solo qualche riga della sua Parola, può accadere il miracolo di gustare il suo amore, di afferrare, anche se solo per qualche momento, il gusto della vita, di vedere la bellezza che comunque c’è in mezzo a tante brutture, di vedere che la bontà di Dio si manifesta nelle piccole e grandi cose della vita.
Quinta domenica, Salmo 125
Grandi cose ha fatto il Signore per noi… Quando il Signore ristabilì le sorti di Sion, ci sembrava di sognare.
Quando le cose vanno per il verso giusto e ci sembra di intravvedere l’azione di Dio in ciò che accade, sembra proprio di sognare! Tutto funziona al meglio e quanto desideravamo si realizza. Ci sembra di “meritare” tutto questo per il nostro impegno, per la nostra fatica.
Il salmo di quest’ultima domenica di quaresima ci ricorda che nella vita di fede non funziona proprio così: non ci sono premi o sicurezze (e nemmeno castighi), ma solo abbandono fiducioso all’amore di Dio. Nelle righe del salmo c’è un rincorrersi di “sorriso e pianto”, anche in azioni o momenti collegati: la semina e il raccolto. Potremmo pensare che, se si semina con il sorriso, si raccoglie altrettanto bene e viceversa, che a una triste semina corrisponda un altrettanto doloroso raccolto. Non è così; la vita ci sorprende sempre: mescola come nella sorte, la nascita, la morte e la vita; i sorrisi e i pianti. Ciascuno di essi è una faccia diversa di come sentiamo e viviamo le cose. Tutte acquistano un senso se riusciamo, nella gioia come nel pianto, dire ricordando tutti i nostri sogni: “Grandi cose ha fatto il Signore per noi”.
Donatella Mottin